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Il sogno continua

IL SOGNO CONTINUA

 

Carissimi Lettori, se la memoria non mi inganna ci eravamo congedati dopo il mio ultimo racconto con una domanda semplice e molto efficace... avvenuta all’incirca prima del fatidico giorno di ingresso nell’Era dell’Acquario del 21.12.2012... La domanda era più o meno di questo tenore:

 

“Ma siete anche tornati a vedere se l'uomo e la baracca esistono ancora? ”

 

E la mia risposta fu piuttosto lacunosa perché liquidai il tutto con qualche giretto di parole... e se non mi sbaglio usai più o meno questi termini:

 

“Carissimi, non abbiamo scelto noi di incontrare quell'uomo e quella baracca lungo la nostra strada... e non credo che spetti a noi decidere se vi sarà un altro incontro tra di noi.

 

E' comunque vero che la gratitudine e la gioia di partecipare a quello spettacolo di pianeti è pari al senso di compiutezza e di completezza che quello spettacolo emanava... completezza che proprio perché "completa" ci ha appagato totalmente senza lasciare in noi la nostalgia di un qualcosa da cui in qualche modo ci siamo allontanati. E' anche vero che ogni venditore di oggetti sacri potrebbe essere quello giusto..."

 

Vi confesso che recentemente  -  in una località remota di cui per il momento preferisco non fornire ulteriori dettagli  -  mi sono imbattuto ho visto un banchetto pieno di icone... e per un momento ho pensato che lo spettacolo si potesse ripetere, anche se in certo senso ho proprio la sensazione che tutto quello che ho visto sia nascosto qualche centimetro "dietro" il cielo così come ci appare guardandolo... e che poi alla fine il vero protagonista di questo sogno siano proprio quelle piccole statue votive... che certamente non mancano nel nostro mondo "reale"!

 

Ebbene adesso, a distanza di più di un anno da quello che fu un lacunoso saluto, vorrei proprio raccontarVi come le cose sono andate avanti... proprio così: perché sono andate avanti alla grande!

 

Quell’uomo ci ha preso proprio a cuore perché ha deciso di incontrarci più di una volta, a suo modo si intende... ma con una certa regolarità...

 

Ma ripartiamo da dove ci siamo lasciati: proprio da quel banchetto in cui recentemente  -  mi pare nella realtà ma non sono poi così sicuro che non si fosse trattato di un sogno, dato che non ricordo bene dove si svolse la vicenda  -  ho avuto modo di soffermarmi...  ma proprio come nel sogno precedente non è tanto il banchetto ad attirare la mia attenzione quanto l’uomo che lo presiede.

Dopo qualche periodo passato ad osservare piuttosto passivamente il banchetto (che come nel sogno precedente è proprio dedicato ad oggetti sacri ed icone) un pomeriggio mi decisi a prendere contatti con il venditore, proprio come nel sogno insomma ma questa volta è realtà...

 

Ero già pronto a vedere i pianeti nel cielo, mi aspettavo chissà quale alchimia che potesse manifestarsi da quelle immagini... ma come forse potevo immaginare quello che stava per accadere andava ben oltre i limiti della mia umana immaginazione...

 

Non fenomeni extrasensoriali che avrebbero stordito la mia percezione del mondo fisico (di quelli avevo già assistito ad una magistrale manifestazione nel sogno precedente e ne ero già ampiamente soddisfatto) ma una lezione di cristianità (intesa nel senso più elevato del termine, che qualche studioso potrebbe definire principio Cristico) che andava a scuotere nel profondo le mie convinzioni più recondite circa le mie limitate credenze religiose... insomma un piccolo sconvolgimento proprio dove non lo avrei mai aspettato... che dire di più???

 

Quello che mi successe (che poi venne riconfermato in un momento successivo) fu esattamente questo: mi avvicinai e decisi di acquistare alcuni braccialetti di legno sui quali erano raffigurate immagini della Madonna e dei Santi. Non era la prima volta che acquistavo oggetti del genere: infatti a volte mi piace indossare questo tipo di ornamenti. Ecco fatto... misi il braccialetto al polso subito, sperando di vedere i pianeti... ma invece di vedere i pianeti mi arrivò questa lezione...

 

“Adesso te li benedico!”

 

mi disse l’uomo.

 

“Perché devi sapere che io sono un Prete...”

“Un prete? E di quale ordine?”

 

gli chiesi: ero infatti stupito di vedere un prete dedito ad una attività di vendita, e poi non aveva l’abbigliamento tipico dei preti delle nostre Chiese cattoliche...

 

E fu così che iniziammo una lunga chiacchierata sul suo Ordine e sulle particolari regole che ne disciplinavano la giornata... fui edotto su tutti i dettagli  -  che al momento non mi sembra il caso di riportare -  ma che in sintesi si possono riepilogare in queste poche e semplici regole: era un Prete sposato, e aveva diversi figli; apparteneva ad una comunità Ortodossa al di fuori della nostra Regione ed il loro carisma era quello di lavorare tutto il giorno e di provvedere a tutto, e quindi lui contribuiva alla causa vendendo i prodotti artigianali che venivano lavorati all’interno della Comunità. E infine mi congedò con un saluto e con la benedizione dei bracciali che avevo richiesto.

 

Rimasi colpito da questa testimonianza: in realtà sapevo che esistevano alcune comunità religiose in cui ai sacerdoti era consentito prendere moglie ed avere figli, ma non avevo mai avuto modo di farne una conoscenza diretta...

 

Feci tesoro di questa lezione e me ne ricordai nei giorni a venire: ma la mia lezione non era ancora finita.

 

L’uomo del sogno precedente aveva ancora qualche cosa da mostrarmi, e come sua consuetudine utilizzò il sogno per facilitarmi la comprensione dei concetti!

 

Questo perchè in alcuni sogni percepisco una realtà “amplificata” dove tutto è più intenso: i colori, gli odori, le sensazioni, è come vivere nel mondo reale ma con delle capacità sensoriali più sviluppate, fa uno strano effetto ma ogni tanto mi capita... Spesso penso a questa immagine: è come essere dentro un quadro di Van Gogh: i colori e le immagini sono più intensi rispetto a quello che vediamo nella normale realtà quotidiana.

 

Ed ecco che percepii distintamente di essere nel proseguimento del sogno precedente... mi ritrovai in una spiaggia, era una giornata estiva afosa e caldissima... ero in costume, sicuramente in vacanza, e stavo andando in riva al mare per trascorrere un pomeriggio di relax sulla sabbia. La spiaggia era molto affollata, era nel complesso caotica e c’erano anche numerose macchine vicino al mare, una sorta di parcheggio un po’ disordinato.

 

La spiaggia era una specie di lingua di terra presentava due insenature, una alla mia destra e una alla sinistra, la lingua di terra si spingeva piuttosto avanti dentro il mare, c’era una sorta di collinetta all’interno e sul lato sinistro degli scogli. Il mare è di un blu molto scuro e al largo c’erano delle barche a vela bianche e un certo numero di gommoni e materassini. Ebbi la percezione di essere in un luogo molto caotico: per prima cosa visitai il lato destro, più regolare e piano, e poi andai a fare una escursione sul lato sinistro, dove c’erano gli scogli e un sentiero che percorreva la riva e costeggiava il mare.

 

Poi, realizzato che il sentiero era scomodo e che non era il caso di allontanarsi troppo dal punto di partenza, decisi di tornare indietro. Sentivo un grande caos, c’era una enorme quantità di gente rumorosa, disordinata, e nessuno che mi considerava o che mi rivolgeva la parola. In altre parole mi sentivo assolutamente solo in mezzo ad una marea di sconosciuti.

 

Anche il mare non era per niente romantico: era una sorta di contenitore di imbarcazioni, persone e oggetti galleggianti; inoltre il colore era blu scuro e sembrava che volesse inghiottire chi vi nuotava dentro... insomma era una visione che mi metteva un po’ a disagio ma nello stesso tempo mi piaceva perchè ero ammirato da questo spettacol piuttosto selvaggio e  -  consentitemi il termine  -  spietato: nessuna comunicazione, tutti facevano gli affari propri e percepivo tangibilmente un diffuso senso di egoismo e di incomunicabilità...

 

Non ricordo esattamente con chi fossi: probabilmente stavo facendo una passeggiata pomeridiana da solo perché non ricordo di avere avuto al mio fianco i miei parenti e familiari. Inoltre era un’ora intorno alle sedici perché il sole era ancora alto ma non scottava e la spiaggia era in piena attività.

 

Sulla strada del ritorno dal sentiero, vidi una piccola chiesa che si erigeva oltre il lato destro della spiaggia: era un edificio di mattoni a vista di colore marrone chiaro, mi sembrava piuttosto malandato e quasi abbandonato. Incuriosito mi diressi in quella direzione ed entrai nell’edificio.

 

Entrai dalla porta: doveva essere una porta secondaria perché dava su un corridoio. L’interno era di mattoni bianchi, non era particolarmente pulito e mi confermò che l’edificio era piuttosto malandato. Incontrai una signora vestita di nero, come si usa in certi paesi del Meridione e anche della Grecia ad esempio, e le chiesi se per caso era prevista una Messa. Sì, mi disse, la messa stava per iniziare e se volevo partecipare mi dovevo affrettare.

 

Incuriosito, andai alla ricerca della chiesa per la Messa. Entrai nella chiesa vera e propria, che aveva una navata centrale ed era scura ed arredata di legno mogano scuro, ma mi accorsi che era deserta: evidentemente la funzione a cui si riferiva la donna non doveva svolgersi lì.

 

Allora proseguii lungo il corridoio ed entrai in una sala sul retro, una sorta di canonica.

 

Quello fu uno dei momenti più belli che ricordo di avere vissuto, perlomeno durante i miei sogni.

 

Non appena varcai la soglia di quella sala capii di essere arrivato in un luogo che non è facile trovare e che, una volta trovato, non si può dimenticare. Venni subito inondato da una grande gioia e capii che in quella sala avrei trovato tutte le mie risposte, se mai avessi avuto delle domande da fare, e quantomeno sarei stato appagato di ogni mia necessità spirituale e materiale.

 

E’ una situazione difficile da spiegare ma avendola vissuta posso garantire che è così.

 

E questo non fu a causa di visioni extra-terrene o chissà quali rivelazioni... La sala era piena di gente, c’erano persone di tutti i tipi: uomini, donne, ragazzi, bambini, signore anziane vestite di nero. Erano tutti seduto lungo delle panche di legno disposte lungo le pareti, in una sorta di rettangolo lungo i muri della stanza. Sulle pareti intonacate di bianco erano appesi diversi disegni, fatti da bambini e ragazzi. Stava per iniziare una funzione, probabilmente con la recita di qualche preghiera; tuttavia ognuno era indaffarato a chiacchierare o a giocare con i vicini e non vi era alcuna rigidità nell’aria.

 

Venni fatto accomodare in un posto libero lungo una delle panche e mi sedetti.

 

Presto venni raggiunto da una di quelle persone che erano nella sala, mi disse che mi ero leggermente graffiato una gamba, mentre camminavo sugli scogli, e mi pose sul graffio un cerotto che, a suo dire, avrebbe guarito in pochi istanti qualunque tipo di infezione.

 

Poi, dopo qualche tempo, prese la parola un signore sulla cinquantina, aveva la barba ed era vestito in modo molto semplice, jeans e una maglietta polo rossa a mezze maniche... Da quello che mi parve di intuire era una sorta di direttore spirituale di tutta la riunione, cercò di avviare l’Assemblea verso la recita di qualche preghiera...

 

Confesso di essere stato abbastanza impaurito: pensavo che, dopo quell’apparente convivialità, sarebbero iniziate chissà quali funzioni e che tutti sarebbero diventati seri ed obbedienti a qualche rigido rituale... ma non ebbi neanche il tempo di realizzare questi pensieri, che presto venne fuori un ragazzo sulla quindicina che iniziò a correre per la stanza con un pallone o qualcosa di simile, ed il signore con la polo rossa dimenticò totalmente quello che stava per iniziare a dire con fare molto solenne ed iniziò a rincorrere il ragazzo facendogli segno di smettere di giocare... da quello che riuscii a capire doveva essere il figlio ed il padre non era stato molto contento di quella interruzione...

 

Si scatenò il caos e tutti ricominciarono a chiacchierare e a giocare con i vicini... rimasi ancora a lungo in quella stanza e non ricordo di aver assistito ad una funzione specifica: ricordo solamente quell’aria di convivialità che non aveva mai termine e che ancora oggi, dopo aver vissuto quel sogno, non mi ha ancora abbandonato.

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