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Insolite connessioni con l'oltre

INSOLITE CONNESSIONI CON L’OLTRE

  

Cari Lettori,

 

ormai siamo entrati "in confidenza" e così vorrei raccontarvi una ulteriore esperienza che mi è capitata, molto diversa dalla precedente ma altrettanto istruttiva e coinvolgente a livello emozionale.

 

Ovviamente questo vale per me ma sento che voi siete molto sensibili alle vibrazioni emozionali e pertanto vorrei condividerla con voi, sperando di potervi trasmettere almeno in parte quello che ho provato io.

 

Qui davvero di sogni si parla: state tranquilli che non andiamo fuori tema!!

 

Per molti anni della mia vita non ho avuto sogni (o forse non li ricordo) e questo è sintomatico di un forte blocco delle pulsioni inconsce, come ho poi potuto verificare di persona quando si sono manifestate tutte insieme e ci ho messo un po' per mettere ordine...

 

adesso sogno frequentemente anche se di solito sogno eventi o circostanze che in qualche modo ho già vissuto e che elaboro a livello subconscio, generalmente scrivo quello che ricordo la mattina perché altrimenti i sogni tendono a ritornare nel subconscio... e in ogni modo ritrovo comunque una rielaborazione di eventi già vissuti a livello conscio, magari rielaborati in modi insoliti ed inaspettati.

 

Questi sogni sono utilissimi per aumentare la nostra consapevolezza, ma non è di questo che vorrei parlare…

 

(Vedete che ci stiamo lentamente addentrando in un campo più sottile, onirico appunto)

 

Vorrei raccontare un sogno totalmente nuovo che ho fatto, che ricordo nitidamente in ogni dettaglio e che riguarda materiale emozionale totalmente altro da me e dal mio vissuto.

 

Capirete che dal mio punto di vista è stata un’esperienza estremamente importante, perché in qualche modo è entrato nella mia sfera cognitiva qualcosa di altro e di esterno alla mia consapevolezza precedente, sicuramente estranea al mio conscio, probabilmente anche al mio subconscio e forse anche al sommerso mondo dell'inconscio...

 

ma adesso basta chiacchiere e veniamo al dunque!!

 

Il sogno riguarda un viaggio e una sosta, è incredibilmente vicino al luogo dove vivo, si innesta nella mia quotidianità insomma.

 

Riguarda degli elementi naturali, tra cui l'aria, questo mi ha colpito tantissimo perché proprio adesso leggo gli articoli sull'acqua - scritti da una persona molto più competente di me - e questa coincidenza di elementi naturali mi ha ancora di più convinto a scrivere queste righe[1].

 

Ovviamente so che non mi giudicherete... e quindi posso esporvi la mia esperienza con la massima libertà sapendo che posso raccontare quello che ho vissuto a livello emozionale, sia pure durante un sogno.

 

Era una serata estiva molto calda, io e la mia fidanzata stavamo tornando in città dopo avere passato la domenica sulle montagne poco distante, eravamo andati a trovare i miei genitori in un piccolo paese dove possiedono una casa di vacanza, un vecchio fienile della mia famiglia che di recente è stato ristrutturato e reso abitabile.

 

Stavamo viaggiando con la vecchia macchina di mia madre che utilizzavo in comodato gratuito, la macchina che ancora adesso uso tutti i giorni per i miei spostamenti, immatricolata ormai da una decina d'anni ma tenuta benissimo e ancora perfettamente funzionante... con svariate decine di migliaia di chilometri di strade sulle ruote e memorie di tantissimi viaggi in giro per il mondo.

 

Come ogni tanto facciamo, invece che tornare per il fondovalle che porta più rapidamente in città, giunti al fiume risaliamo sull'altro versante della montagna e risaliamo tramite una strada piena di tornanti fino ad un paese poco distante che si trova lungo il crinale, per poi ridiscendere seguendo una strada tortuosa che ritorno in città passando da un altro agglomerato di montagne.

 

E  -  proprio in un tratto indefinito di questa strada  -  ecco che accade l’inimmaginabile…

 

… la realtà inizia a sgretolarsi… e a confondersi sempre più in una nuova realtà parallela...

 

la strada è sempre la stessa, percorriamo il crinale della montagna, ma le case iniziano a rarefarsi e anche la vegetazione si dirada, il paesaggio circostante diventa sempre più morbido e, oltre alla carreggiata, rimane solamente un prato morbido ricoperto di un basso strato di erbe e piante verdi e gialle…

 

il tutto sembra quasi bruciato dal grande caldo della giornata, e ovviamente essendo sul dorsale di una montagna vediamo alla nostra sinistra prima la valle sotto di noi e poi di nuovo le montagne dell'altro versante e un cielo azzurro ormai prossimo all'imbrunire.

 

La città è vicina ma sembra di essere in un continente lontano, sull’Oceano, non c'è il mare ma si respira un'aria di vacanza e di festa e l'orizzonte sembra più profondo del solito.

 

Ormai ci siamo solamente noi lungo la strada: arriviamo ad una casa dai muri bianchi.

 

Più che una casa è una baracca, ci sono quattro muri bianchi e un tetto precario appoggiato sopra, forse di paglia.

 

La casa è molto piccola, e noi accostiamo la macchina e scendiamo.

 

Sul davanti ci aspetta un signore che vende degli oggetti, in realtà la baracca è un negozio in attesa di visitatori, ci avviciniamo e sui muri ci sono delle mensole, e anche un bancone con degli oggetti in vendita.

 

Sono delle piccole statuette votive, delle statuette di Santi della Chiesa, in realtà l'intera struttura è un negozio di oggetti votivi, e l'interno è in parte chiuso da una tenda.

 

Il signore che ci accoglie è una persona di poche parole, dalla carnagione scura, e una barba scura, corta ma incolta.

 

E' vestito semplicemente, ha dei jeans e una maglietta bianca, del resto è ancora molto caldo ed è un abbigliamento comodo.

 

Non abbiamo un grande dialogo, ci mostra le statuette e rimane a disposizione qualora volessimo comprarne qualcuna.

 

Io in genere ho interesse per gli oggetti religiosi e infatti li osservo interessato, poi il signore mi chiede se voglio fare visita all'interno del negozio per mostrarmi altre cose, altri fenomeni che può mostrare ai visitatori.

 

Io lo seguo e assisto a fenomeni particolari, legati a dei cambiamenti nel colore di quello che osservo, vedo delle trasformazioni in quello che mi mostra e soprattutto vedo i colori che cambiano, che si scuriscono.

 

Poi esco e torno all'esterno, ho assistito a questi fenomeni e non vi è meraviglia né stupore, solo consapevolezza di avere visto cose che in fondo già erano presenti nella mia memoria.

 

Fu allora che appresi qualcosa di totalmente nuovo.

 

Il signore del negozio mi guardò e con la più totale naturalezza alzò il dito e lo puntò verso il cielo che si apriva alla nostra sinistra, sopra la valle e l'altra catena di montagne.

 

 Nel mio sguardo erano ancora presenti i colori scuri che avevo visto prima, all'interno del negozio, ero pervaso da quei colori scuri che avevo visto, che non mi davano nessuna preoccupazione ma piuttosto un senso di assorbimento, anche perché lo scuro era fuori da me e non dentro di me, era come se in qualche modo il grigio che era dentro di me si fosse concentrato in un qualcosa di esterno e di più scuro.

 

E così non mi meravigliai quando vidi nel cielo davanti a noi una moltitudine di piccole sfere molto scure, che passavano davanti ai nostri occhi in una lenta processione, tutte in fila, e dietro di loro il sole del crepuscolo che ora appariva immensamente grande.

 

Le sfere erano in realtà di varie dimensioni, alcune più grandi e alcune più piccole, e si muovevano a velocità differenti nel loro moto.

 

Noi, le sfere scure e il sole dietro di loro, in un cielo azzurro scuro.

 

Ma quello che vidi allora fu ancora più inatteso per me.

 

Presto realizzai che le sfere erano pianeti, enormi e lontanissimi da noi, interposti tra la Terra e il Sole.

 

Decine di pianeti che scorrevano lentamente in processione, alcuni da soli, altri a piccoli gruppi.

 

Ma se i pianeti erano enormi, vi era qualcosa di ancora più grande che colpì la mia attenzione.

 

Il cielo che si estendeva davanti a noi aveva ancora delle caratteristiche che non avevo osservato bene. La materia nella quale fluttuavano i pianeti non aveva una densità uniforme.

 

Vi erano delle increspature nell'aria davanti a noi, degli enormi vortici circolari composti da grandi e lente onde concentriche.

 

L'aria era gelatinosa in quei punti, si comportava esattamente come si comporta la superficie di uno stagno: quando vi si butta un sasso, il sasso sparisce al di sotto e la superficie si increspa e crea delle onde concentriche.

 

Questo era quello che vedevo, enormi increspature, in movimento, nell'aria davanti a noi, che in quei punti diventava gelatinosa e tangibile.

 

Ogni increspatura era enorme, vi potevano passare all'interno cinque pianeti, come se avessimo buttato cinque sassi in uno stagno, e l'acqua si fosse increspata.

 

Ma dei sassi... nessuna traccia!

 

Anche le increspature dell'aria procedevano nel cielo in processione, erano più distanziate dei pianeti e ne vedevo più o meno cinque, che procedevano lentamente, tutte rigorosamente verticali ed alte nel cielo, nel loro moto tra noi e il sole.

 

Non era necessario chiedere informazioni, del resto non avevo domande da fare perché quello che stavo sperimentando già mi diceva tutto, seppure a livello emozionale.

 

Consapevolezza, Pienezza e Senso di Eternità.

 

Era come se quella visione mi avesse trasportato in un luogo fuori dal tempo, dove vi era movimento ma nello stesso tempo era tutto immobile.

 

Ecco il motore immobile, pensai più volte dopo avere vissuto questa esperienza.

 

Consapevolezza di essere al di fuori della storia, nel luogo in cui non vi è né principio né fine ma solo presente.

 

Presente dinamico, in movimento, senza soluzione di continuità.

 

* * *

 

In ogni modo la mia guida volle fornirmi dei particolari dettagliati su quello che vedevo.

 

Pianeti, appunto, e varchi gravitazionali.

 

E' attraverso di essi che è possibile muoversi nella storia, nel tempo.

 

“Sono sempre lì, davanti ai nostri occhi, enormi e magnifici nella loro processione tra noi e il sole.”

 

Insistette molto su questo punto, che l'aria non ha dovunque la stessa densità.

 

Ed è proprio nei punti di minore densità che si aprono i varchi.

 

Varchi immensi, dentro i quali transitano decine di pianeti, nella loro marcia attraverso il tempo.

 

E capii anche che l'immensità dei varchi era destinata ad inglobare interni pianeti, nella loro marcia eterna, e difficilmente avrei potuto osservare piccoli varchi...

 

a dimensione umana...

 

* * *

 

Sembra strano a dirsi, ma si era fatto tardi.

 

La visita al negozio era finita, era ora di riprendere la marcia verso la città.

 

Lasciammo il negozio ricolmi di Consapevolezza, di Pienezza e di Gratitudine, consapevoli che tutto quello che ci era stato mostrato era in fondo già dentro di noi e che in fondo lo avevamo sempre sperimentato.

 

Armonia dei Corpi Celesti, suoni a cui siamo assuefatti.

 

Infiniti pianeti che scorrono davanti a noi, in una marcia senza fine attraverso i secoli.

 

Enormi varchi che attraversano il tempo e si stagliano maestosi nel cielo davanti a nostri occhi.

 

[1] L’episodio è chiaramente riferito a fatti del passato che non hanno tuttavia un diretto collegamento con il racconto di oggi.

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