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A proposito di condizionamenti

Qualche delucidazione

Con il presente articolo vorrei scrivere qualche delucidazione in più circa una breve pubblicazione che ho preparato in questi giorni. E' un argomento piuttosto particolare per me, ancora una volta ho dedicato il testo ad un racconto autobiografico e introspettivo.

Infatti mi sono accorto che nonostante siano passati diversi anni porto ancora la memoria di una esperienza che ho vissuto e che non ho ancora completamente assimilato. Parliamo di libertà, di cultura e di anticonformismo.

Non preoccupatevi: niente di così eclatante!

Però credo che - poiché la storia è fatta di cicli, il tempo è circolare e via dicendo - sia bene parlarne perché qualcuno potrebbe passare attraverso il ciclo di esperienze che ho vissuto e quindi potrebbe trarne beneficio.

Un po' complicato a dirsi e meno a farsi!

E così ho pensato che forse è il caso di scrivere qualche appunto sull'argomento, e perché no, anche un brevissimo testo, chiamiamolo e-book che dir si voglia!

In questo ebook ho cercato di esporre tutti i condizionamenti a cui sono stato soggetto per tantissimi anni. Adesso non posso anticiparne troppo il contenuto...

Il discorso di base è che per tanti anni mi sono portato dietro diversi condizionamenti e, arrivato alla mia veneranda età, ho deciso di provare ad affrontarli. In particolare mi riferisco ad un episodio che avvenne parecchi anni fa (più o meno una ventina) che non avevo ancora del tutto superato. Devo precisare che la mia infanzia è stata quantomai insolita, non brutta né infelice ma sicuramente insolita. Ho potuto sperimentare sulla mia pelle un forte contrasto ambientale (e utilizzo questa parola in tutti i sensi).

Il problema che ho dovuto affrontare è - incredibile a dirsi - quello di imparare a camminare senza scarpe!

Questo è uno dei pochi esperimenti che avevo fatto prima di arrivare alla consapevolezza che ero davvero un essere condizionato! Mi resi conto di agire sotto l'influsso di condizionamenti molto chiaramente in occasione di un soggiorno che ebbi modo di fare in Germania durante una fase molto significativa del mio sviluppo personale. lì toccai proprio con mano quello che era per me un condizionamento. Più volte provai a superarlo ma il percorso non è stato facile, una memoria ostacolante come quella, depositata nel mio sub-conscio per parecchi anni (se proprio non vogliamo indagare nelle vite precedenti) aveva prodotto un bel po' di ruggine che dovevo andare a lubrificare con l'olio della consapevolezza spirituale.

Ma cosa significa consapevolezza spirituale? Come ci si arriva?

Nel mio caso avevo un groviglio si situazioni da risolvere. Quando mi recai in Germania rimasi molto colpito dalla maturità e dalla consapevolezza dei miei coetanei tedeschi. Ovviamente questo non è assolutamente un paragone tra culture, tra Stati, ma nella mia particolare situazione personale - provenivo da una famiglia piuttosto chiusa a livello emotivo che puntava tantissimo sulla crescita mentale e razionale dei suoi membri - sentii fortissimo il contrasto.

Per molti anni sono rimasto in una sorta di limbo, non sapevo davvero come procedere. Non volevo abbandonare l'Italia, sentivo che in fondo si trattava solamente di un problema psicologico che avevo e ne avevo fatto quello che si dice "un fatto di Stato". Eppure non trovavo la chiave di volta per uscirne.

E' per questo che ho iniziato un lungo viaggio interiore alla ricerca della mia vera essenza, come per magia si sono manifestati una serie di interrogativi che prima di allora solo vagamente mi ero posto.

In primis ho dovuto prendere in seria considerazione il discorso della religione: fino a che punto mi stava condizionando? In che misura aveva influito in me l'ambiente nel quale ero vissuto (figura materna, ambiente scolastico, compagnie frequentate, ecc.)? Perché quando mi trovavo all'estero sentivo di essermi come alleggerito di un peso, e che in Italia sentivo davvero molto forte il condizionamento della chiesa cattolica? Che ruolo rivestiva nella mia scala di valori la figura di Gesù, che cosa pensavo veramente del Divino, e in che rapporto mi ponevo con l'organizzazione temporale della chiesa cattolica? Quale era il mio rapporto con le altre religioni? Che differenza esisteva veramente tra religione (esteriore) e religiosità (interiore)? Insomma ho dovuto in qualche modo prendere una posizione rispetto a tutte queste insidiose domande.

Non era evidentemente e solamente una questione di costumi, di quale tipo di calzature mettersi, ma piuttosto erano venuti a galla una serie di memorie condizionanti che avevano a che fare con l'ambiente, con il mio vissuto, con la società in generale e con la cultura dello specifico momento storico nel quale mi trovavo. I principiali strumenti che - davvero è il caso di dirlo - il Divino mi ha messo ha disposizione sono stati due: 

  1. il primo - immediato grazie ad alcune persone che ancora ringrazio - fu il mantra di Ho'oponopono Scusa Grazie Ti Amo (o Mi Dispiace Perdonami Grazie Ti Amo che dir si voglia) che è davvero stato - ed è tuttora - lo strumento principale che mi ha aiutato per trasmutare le mie memorie condizionanti ed offuscanti in vera Luce;
  2. il secondo - arrivato in un secondo momento e decisamente impegnativo - è stato il mio lungo viaggio nel mondo delle Scienze Tradizionali dell'India ed in particolare della scienza dello Yoga.

Ho'oponopono e Yoga: due strade a confronto

E' evidente che dietro a tutte le difficoltà contingenti relative alla personalità (modo di rapportarsi con gli altri, credenze, atteggiamenti, ecc.) vi sono importanti condizionamenti che provengono dal subconscio e dall'inconscio. Ho'oponopono è stato il primo grande passo che ho compiuto per iniziare quel processo di trasmutazione delle memorie depotenzianti che risiedevano nel mio subconscio. Ovviamente non avrei potuto compiere niente di tutto questo se non avessi avuto delle validissime guide (*).

La psicologia dello Yoga (in particolare mi riferisco agli Yoga-Sutra di Patanjali, è stata la seconda metà del viaggio, che adesso mi accingo a compiere. La pratica delle Asana è la base quotidiana di lavoro che, accompagnata ai principi etici Yama e Niyama, consente di preparare il nostro apparato psico-fisico a ricevere il meglio e ad orientarsi verso la ricerca spirituale. 

La pratica meditativa, la recitazione dei Santi Nomi e del Mantra di Ho'oponopono sono il vero motore che consente la trasmutazione delle memorie depotenzianti in ispirazione lasciando lo spazio al Divino di entrare nella personalità e compiere il Miracolo.

Nel libro non troverete niente di tutto questo, questo è solamente il racconto di quello che ho vissuto, il libro invece è stato un atto di pura ispirazione, nel quale ho lasciato confluire alcune impressioni molto forti che mi hanno accompagnato in un momento particolarmente forte della mia crescita spirituale. E' una sorta di istantanea che ho voluto scattare a livello subconscio con lo stesso procedimento da me utilizzato molte volte per scrivere la musica ad esempio. Quindi il libro è il vero atto creativo, poi è seguito il post!!


NOTE

(*) chiedetemi direttamente per maggiori informazioni al riguardo

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